14
Mag
2015
20

Surf alle Hawaii: O’ahu, una tremenda realtà!

Le Hawaii sono il sogno di ogni surfista.

Un posto che è d’obbligo visitare almeno una volta nella vita.

NORTH SHORE

Per farla breve, la North Shore di O’ahu è semplicemente la mecca del surf! Con i suoi 10 km di spiagge dove si formano le onde più belle al mondo, questa costa che parte da Haleiwa a Ovest fino ad arrivare a Velzyland, è il Paradiso di ogni surfista. L’onda più famosa è certamente Pipeline, dove ogni anno a dicembre, i più forti surfisti al mondo si sfidano per vincere la gara più bella (a mio parere) del campionato mondiale WSL: Il Pipe Masters. Non a caso è l’ultima tappa del circuito professionistico e anche quella del Triple Crown. Il Pipe Masters, è un evento da vedere almeno una volta nella vita! E per me è stato uno vero e proprio shock! Non finirò mai di ringraziare Billabong per aver messo in palio questo viaggio per 2 durante l’inaugurazione del Surf Shop ad Ostia, e a Elena (la mia ragazza) per aver sorteggiato il biglietto vincente! È stata l’occasione della mia vita. Oltretutto il Pipe Masters 2011, quello al quale abbiamo assistito noi, è stato uno dei migliori degli ultimi anni grazie alle condizioni epiche di onde avute durante la gara. Basta vedere qualche foto per capire che show incredibile sia stato da vivo!

 

PIPE MASTERS

Siamo partiti dall’Italia il 6 dicembre con un volo Air France, giusto due giorni prima dell’inizio del Pipe Masters. Atterrati all’aeroporto di Honolulu, senza pensarci più di una volta, siamo saliti immediatamente sulla macchina che Billabong ci aveva messo a disposizione per una settimana insieme all’alloggio, e ci siamo diretti a nord dell’isola per assistere alla gara che era appena iniziata. Percorrendo il lungomare che portava alla famosa spiaggia di Pipeline, sulla North Shore di O’ahu, sentivo l’assenza di vento e intravedevo tra le palme le grandi onde che frangevano su quella famosa costa che tanto avevo sognato di vedere un giorno. E quel giorno arrivò. Così parcheggiata la macchina, mi diressi sulla spiaggia il più in fretta possibile per vedere la gara. Il primo set di onde che arrivò, fu come un tuono che rimbombò nella mia testa, facendomi impazzire a tal punto che per tutto il giorno non feci altro che andare su e giù per la spiaggia per vedere con i miei occhi i tubi perfetti che frangevano sia a Pipeline sia a Backdoor. La Billabong ci aveva dato il pass vip per vedere la gara comodamente dalla casa dove alloggiavano anche i loro atleti, che è proprio davanti al picco, ma io non riuscivo a stare fermo. Non avevo mai visto in vita mai delle onde così grosse e perfette, e le volevo quindi ammirare da tutte le prospettive possibili… e poi dalla spiaggia, con le persone che gridavano all’arrivo di ogni set di onde, l’atmosfera era così surreale ed euforica. Sembrava di stare ad un concerto di musica rock! Stanco dal lungo viaggio, dal jet lag e dalla forte emozione, non riuscivo neanche a fare foto o video; volevo solo godermi il momento. Per fortuna che Elena è riuscita a tenere il sangue freddo ed ha immortalato quei fantastici momenti. Per riprenderci dal tutto ci sono voluti tre giorni. E’ stato tutto tremendamente veloce e intenso.

 

Finita la prima settimana, quella pagata da Billabong, dovevamo trovare una sistemazione per le 3 settimane restanti. Foodland è l’unico market sulla North Shore, ed è quindi uno dei punti di ritrovo per tutti. All’uscita del market, su una lavagnetta si trovano spesso annunci di vendita/affitti, ed è proprio li che abbiamo preso il contatto di Mark, un californiano, vegetariano, ambientalista, no global, scappato dagli Stati Uniti con la moglie per vivere nella natura (questo è quanto lui ci disse). A parte il personaggio un po’ discutibile, Mark e la moglie avevano un modesto monolocale di circa 40 mq con un bel giardino davanti, e distante 500 mt dal mare, che affittavano a 75$ a notte. Così quella diventò la nostra casa per il resto della permanenza. Per chi viaggia da solo comunque c’è anche l’opzione ostello, che non è male. A questo punto mancava solo la macchina, affittata qualche giorno dopo a Honolulu a 600 $ per 3 settimane senza assicurazione (non lo faremo mai più), da una compagnia Rent a Car, i quali proprietari erano egiziani, malati del calcio italiano… tralasciamo questa parentesi di viaggio, se no sarebbe troppo lunga raccontare tutti gli imprevisti accaduti da li in poi. Per il resto, se non vai a cena fuori tutte le sere e cerchi di mangiare il più possibile a casa, la spesa non è così cara. Poi certo dipende da quanto mangiate! Elena ed io abbiamo speso circa 300 $ in due per tre settimane di spesa al supermercato, per colazione, pranzo e cena.

 

PERIODO E ONDE

Il periodo migliore sulla North Shore di O’ahu, per chi è in cerca di grandi onde, è sicuramente Dicembre. Le swell sono molto frequenti e le onde possono raggiungere anche i 10 metri di altezza. La prima settimana, oltre alla gara, Elena ed io abbiamo assistito a un’altra bella swell, dico solo assistito perché le onde erano surfabili solo dai pro (professionisti). Infatti, erano ancora tutti presenti. I pro surfers si erano trattenuti dopo la gara, sapendo che ci sarebbero state altre onde epiche da poter surfare in free surf.

 

La North Shore di O’ahu nel periodo di Dicembre non è sicuramente il posto migliore per un surfista di livello principiante. Non tutti sanno però che lungo i 10 km di costa ci sono onde di ogni tipo e per tutti i livelli: dalle franose onde perfette per imparare di Puaena Point Beach Park, ai beach break di Ehukai Beach Park, alle sinistre di Rocky Point che rompono su un reef perfetto, alle impegnative destre di Sunset fino ai tubi di V-Land, e in ogni caso le onde non sono grosse tutti i giorni. Infatti, le swell seguenti sono state più alla nostra portata, circa 6-8 piedi al massimo e gli spot erano meno affollati perché, finite le gare, molti dei pro surfers erano “finalmente” partiti per altre destinazioni. Così, Elena ed io abbiamo iniziato a testare un po’ tutti gli spot: da Haleiwa fino a Sunset, trovando spesso ottime condizioni per surfare, ma con molta difficoltà all’inizio. Le onde Hawaiane sono forse le più tecniche e difficili al mondo: sono davvero potenti come dicono, e bisogna arrivarci davvero allenati per poterle surfare bene. Per prenderle bisogna remare davvero molto e le forti correnti non aiutano, in più ogni onda è diversa dall’altra. In alcuni spot i fondali sono misto reef e sabbia e l’onda rompe sempre in punti differenti, con molta energia. Insomma, non è stato facile surfarci ma qualche onda l’abbiamo presa!

 

LOCALISMO

Si sente spesso dire in giro che gli spot della North Shore di O’ahu sono quelli più colpiti dal localismo, proprio per l’alto livello dei surfisti in mare. Io personalmente non ho mai visto ho vissuto brutte esperienze con i locali, almeno nelle condizioni che ho surfato. Anche nei giorni particolarmente grossi e affollati non ho visto nulla di così esasperato. Forse sono stato fortunato, o forse anche qui, come nel resto del mondo, vale semplicemente la regola che se ti sai muovere bene in mare e rispetti gli altri, nessuno ti dice nulla. Purtroppo nei miei viaggi, ma anche sulle onde di casa, mi rendo conto che molti surfisti italiani queste regole le dimenticano troppo facilmente.

WAIMEA BAY

Gli ultimi giorni della nostra permanenza, la North Shore ci ha regalato uno spettacolo della natura unico: assistere alla swell più grossa che avevamo mai visto in vita nostra, 16/20 piedi circa a Waimea, surf spot famoso proprio per le sue grandi onde che frangono dentro ad una baia bellissima. Nei giorni successi e antecedenti alla swell, sono riuscito con un po’ di paura e difficoltà (non nascondo) a surfare onde grandi, le più grosse che avevo mai surfato fino a quell’ora.

 

Le Hawaii sono sicuramente un paradiso, non solo per le famose onde ma anche per le caratteristiche della flora e fauna. Ci sono bellissime spiagge con palme altissime, tartarughe ovunque, balene all’orizzonte, montagne verdi, vulcani, mille tipologie di fiori, e davanti a Waimea c’è una valle incredibile, che è una delle ultime “Ahupuaa” parzialmente intatte di O’ahu. Waimea Valley consiste in circa 1.875 ettari di valle ed è stato un luogo sacro per più di 700 anni per i nativi Hawaiani. Waimea, che in hawaiano significa “la valle dei sacerdoti”, ha preso questo nome intorno al 1090, quando il sovrano di O’ahu assegnò la terra ai “Kahuna Nui”. Discendenti di questi sommi sacerdoti, hanno vissuto e curato grande parte della valle fino al 1886. Oggi la valle è di proprietà di “The Office of Hawaiian Affairs“, e nel 2008 è stata fondata la “Hiipaka LLC” per gestire e mantiene le bellezze di Waimea Valley.

 

SOUTH SHORE

Al sud di O’ahu l’atmosfera cambia. Si passa dalla natura incontaminata della North Shore alla metropoli di Honolulu, con una delle spiagge più famose al mondo: Waikiki. Ci sono alberghi bellissimi, spiagge super attrezzate, mille scuole di surf e onde lunghe e franose perfette per imparare, fast food e ristoranti di ogni genere, negozi di alta moda, ordine e pulizia ovunque. Purtroppo però non mancano i barboni, simbolo dell’America consumista, e nelle periferie la sera non ci si sente molto sicuri a camminare per le strade. Si sente molto la differenza sociale, come credo in tutto il resto degli Stati Uniti, e la vita costa cara e non è alla portata di tutti. In questa parte dell’isola si sente molto la presenza della cultura americana e del turismo, soprattutto asiatico. Se avessi potuto, oltre all’isola di O’ahu, avrei voluto visitare anche quelle di Maui, Moloka’i e kauai, dove dicono che ci sono angoli in cui la vera cultura hawaiana è ancora viva. La megalomania degli americani, infatti, si fa notare molto, soprattutto a O’ahu. E’ tutto più grande, a partire dalle persone, probabilmente per quello che mangiano! Nei supermercati è tutto formato famiglia, ci sono le buste dei cereali che sono grandi come i “bustoni” dei mangimi per cani. Per non parlare delle macchine che sono più alte di una persona; se non hai il Pick-Up, non sei nessuno, i nostri Suv in confronto sono delle cinquecento. E le strade, naturalmente proporzionate alle macchine: 7 corsie che se ti addormenti guidando puoi star tranquillo che ti risvegli in tempo prima di prendere il guardrail. E naturalmente le onde, anche quelle in formato famiglia, a Waimea puoi prendere un’onda insieme a altri 10 surfisti, e a Pipeline c’è un tubo talmente largo che se ti ci trovi di lato riesci a vedere tutta la spiaggia, compresa di parcheggio e torretta del bagnino.

Insomma, il mio viaggio alle Hawaii, è stato certamente uno dei viaggi più emozionanti che abbia mai vissuto! In alcuni casi anche troppo emozionante, a tal punto che a fine vacanza potevo dire di averne avuto abbastanza. Tutte quelle tavole rotte nei wipe-up, le frustranti session in cerca di fare un buon tubo che non è mai arrivato, le giornate che dovevo rinunciare a surfare perché era troppo grosso e sapevo di non essere allenato abbastanza (solo Dio sa quanto ci avrei voluto provare), il viaggio di ritorno con la schiena che mi faceva male… tutte sensazioni che vivrei all’infinito, perché le Hawaii sono proprio come le avevo sempre immaginate: una tremenda realtà!

Mahalo O’ahu

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Articolo di Edoardo Bianchi. Le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Elena Bertolini © Copyright 2017

 

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7 Responses

  1. Federica

    Articolo bellissimo. Grazie per la condivisione. Anch’io ho avuto il piacere di vivere sulla North Shore. Consiglio anche l’esperienza wwoofing. In cambio di qualche ora di lavoro si ha vitto ed alloggio. Sono moltissime le aziende agricole organiche che aderiscono al wwoofing sull’isola. Io sono stata davvero fortunata: ho vissuto a Sunset su una casa sull’albero. Il proprietario di casa aveva circa una cinquantina di tavole da surf…un sogno!

  2. Filippo Mannucci

    Non sai quanto ti capisco..sono stato da Maggio 2014 a Luglio 2014 a O’ahu, Moloka’i e Kaua’i…tornato a Roma ho passato una settimana in catalessi!! Non c’è sulla faccia della terra un posto del genere.. mi sto organizzando per un semestre nel 2016 da passare a Kaua’i… li ho trovato la mia vera dimensione. Se avete la possibilità di ripartire andate a Kaua’i.. rimarrete senza parole. Km di onde, non un palazzo, solo paeselli.. no plastica..salvaguardia del verde prima di tutto. E poi loro sono stra ospitali..ero partito da solo..non ho passato una sera da solo..sono dei fratelloni!!! Hanalei Bay è qualcosa di spettacolare!!! Enjoy!!!

  3. Andrea Mascherino

    Articolo speciale, degno di un Istruttore speciale. Mi avete acceso nuovamente l’amore x il surf e questo racconto esplica la vostra filosofia di vita. Smile and Surf…..

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