15
giu
2015
21

Sognando la California

Erano anni che sognavo di andare in California. Chi come me è cresciuto con “Un Mercoledì da Leoni” e “Point Break”, e mettiamoci pure Jimmy Slade in Baywatch, sa bene di cosa parlo.

Andare in California è un dovere come surfista, almeno una volta nella vita, anche se dopo che ci vai la prima volta non te ne vuoi più andare. Insomma, se surfate non potete non avere immagini di Trestles, Hungtington Beach, Malibu’, Windandsea, Blacks Beach, Los Angeles e la scritta di Hollywood.

Io sono stato fortunato di spendere un anno con base a San Diego. SD o “esdi’” , come pronunciano loro, ha il clima mite tutto l’anno, una scelta di onde infinita tra beachbreaks e reefs, ed è situata proprio attaccata alla città di Tijuana in Messico.

Blacks Beach. Le onde principali sono Blacks Beach, dal famoso film di “Un Mercoledì da Leoni”, che ha un fondale di sabbia e lavora con quasi tutte le mareggiate e venti possibili, con onde che vanno da un piede fino a quattro metri pesantissimi. Tutto questo è possibile perché la spiaggia, che è situata in un parco nazionale, ha di fronte una delle faglie più profonde della costa Ovest e quindi riceve la forza di mareggiate che s’incanalano fino a riva. Arrivarci è facilissimo, basta chiedere a chiunque, perché gli Americani sono molto amichevoli e la spiaggia è molto frequentata da surfisti alle prime armi e da professionisti locali. Un fatto interessante è che data la profondità del vicino canale sott’acqua, in mare potete incontrare delfini, razze, squali leopardo, foche e balene com’è capitato a me.

 

La Jolla. Se avete paura degli squali o come me li stimate e li amate, andate alla vicina La Jolla Beach dove orde di turisti possono ammirare gli squali leopardo fin sotto le caviglie. Questo tipo di squalo è innocuo (a meno che non lo afferrate o gli mettete la mano in bocca) perché mangia quello che trova sul fondo. Per convincervi guardate questo corto video che ho girato con la mia GoPro.

 

Se volete invece vedere e nuotare con le foche, dirigetevi fino a Seal Beach, dove troverete una montagna di foche, ma non le disturbate che potrebbero diventare aggressive, fate soltanto tante foto. Per nuotare con loro, dovete scendere nella caletta lì vicino affittando maschera e pinne (a meno che non avete la vostra attrezzatura) e andare a pochi metri da riva, e le foche verranno a salutarvi. Se fate immersioni, questo è un luogo adatto per ammirare la moltitudine di pesci sott’acqua tra le alghe giganti che costeggiano la costa Ovest e se siete fortunati potete incontrare i “seven gills sharks” simili agli squali bianchi, ma totalmente innocui. Se invece siete dei kamikaze e la mareggiata raggiunge i 20 piedi, potete andare a surfare il reef di La Jolla dietro Seal Beach.

Windandsea. Continuando verso la città arriverete a Windandsea, il reef più famoso di San Diego, nella zona più costosa della città. Qui troverete un’onda non da principianti che rompe su un reef con bolle e bozzi, e ha una potenza notevole di spinta. Rompe facilmente e sono surfabili entrambe la sinistra e la destra, anche se spesso la sinistra è più lunga. Qui è nato il primo surf club degli Stati Uniti (se non si considerano le Hawaii), perciò avete ben capito, la scena locale è forte, anche se nessuno vi dice niente se surfate tranquilli e non droppate i locali (come in tutto il mondo). Se poi la mareggiata arriva dalla direzione giusta c’è una sinistra a ghigliottina su un reef totalmente quasi esposto, proprio alla fine della baia. Se rompe lo vedrete subito per due motivi: uno, ci sarà la gente parcheggiata per miglia e la line up sarà piena; e due, vedrete dei tubi che mettono paura.

PB (Pacific Beach). Passando più avanti c’è la famosa PB, ovvero Pacific Beach, con onde per principianti, ma pericoloso e il mare è grande. Tuttavia, PB è più famosa per la vita notturna, ed è qui che dovrete andare a divertirvi. Ci sono locali di tutti i tipi e c’è sempre festa. I locali più famosi sono: The Firehouse con il bar sopra al tetto con vista mare, Bar west per la musica hip hop e gente vestita un più di moda, The Duck Dive e altri ancora che vi lascio scoprire a voi (ricordate che per bere e entrare nei locali in USA ,dovete aver compiuto 21 anni). Il Martedì è Taco Tuesday al Typhoon Saloon, e tutti gli studenti universitari e delle scuole di Inglese vanno li a bere, un posto sicuro per rimorchiare e divertirvi. Se volete provare un po’ di ebbrezza, c è il parco giochi e l’onda fissa con il tubo alla WaveHouse a Belmont Park.

Little Italy. Dato che siamo Italiani, una visita a Little Italy non deve mancare, gli Americani amano gli Italiani e molti di loro sono di origine Italiana, quindi troverete molta gente che parla Italiano. Se volete un pezzo di pizza andate da NaPizza dove lavora Alessio Poli (noto surfista italiano), la pizza è la meglio di San Diego ed infatti hanno appena vinto il premio come miglior pizzeria della città.

San Diego Centro. Al centro di San Diego ci sono altri locali per uscire la sera, ma la città in se per se è molto più tranquilla di una Los Angeles. Andate all’Omnia, o ai party dell’Hard Rock caffè altrimenti dirigetevi al porto per vedere la portaerei USS Midway con tanto di aerei sulla rampa di lancio. Oppure guidate sopra al Coronado Bridge per avere una vista fantastica della città da un punto di vista differente, potrete ammirare la zona della base navale più grande degli Stati Uniti, dove ci sono tutte le portaerei e sommergibili, dopo che la flotta Americana era stata attaccata a Pearl Harbor.

OB (Ocean Beach). Se siete hippy andate a Ocean Beach o “obi” come la chiamano i locali. Troverete onde accanto al pontile e in fondo alla spiaggia sulla destra, mentre a riva l’atmosfera è molto rilassata e troverete il migliore hamburger in tutta San Diego da Hodad’s con un sacco di memorabilia di skate e surf.

Sunset Cliffs e Point Loma. Dopo OB troverete Sunset Cliffs con una miriade di onde su reefs vicini, e lontani dalla riva, che per raggiungerli tocca saltare dalle rocce, scendere lunghe scalinate o utilizzare le corde che hanno lasciato altri, ma le onde sono bellissime e lisce grazie ai canali tra le alghe e i reefs. Quando avete finito di surfare o se il mare è piatto, guidate fino a Point Loma dove potete ammirare tutta San Diego dall’alto del promontorio e vedrete le tombe di molti dei militari che hanno perso la vita combattendo per la nostra libertà, il faro e il monumento di Juan Rodriguez Cabrillo come il primo Europeo a toccare terra nella costa Occidentale. Se siete come Jeff Clark (pioniere di Maverick), o come Andy Campbell (pioniere di Shipstern) allora potete andare a surfare la punta…auguri!

Di sicuro, c’è ancora molto da dire e da fare a San Diego e dintorni, ma per il momento può bastare. Inoltre, se vi dico tutto non c’è più senso dell’avventura nel viaggio, quindi salvate i soldi, fate le valigie, e andate a godervi San Diego e il resto degli Stati Uniti.

Se vi rompete di stare lì, potete uscire dal paese e rientrare: andate in Messico a Tijuana, da San Diego basta che guidate fino al confine e lasciate la macchina parcheggiata a uno dei parcheggi. Oppure prendete il tram di San Diego fino San Isidro dove c’è la frontiera.

IMPORTANTE! Non andate in Messico se avete il visto da turista che potrebbero non farvi rientrare se state solo un giorno o una notte etc.. se non andate in Messico in vacanza, allora quando passate la frontiera chiedete alle guardie di farvi stampare il passaporto sennò avrete problemi con la polizia Americana di frontiera al rientro. Se invece il vostro visto lo permettono andate senza stampo e rientrate due giorni dopo. La frontiera tra USA e Messico è la più grande al mondo, perciò preparatevi a fare lunghe file fino a tre ore per rientrare (non sempre) a piedi o di più in macchina. Quando uscite dagli USA nessun controllo, è pura vida per i Messicani.

Vi ringrazio per aver letto il mio racconto; e se avete altre domande in merito potete scrivere un commetto qui sotto, dove vi risponderò quanto prima possibile.

Racconto scritto da Gabriele Ghigi , supervisionato da We Travel We Surf
Tutte le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Gabriele Ghigi © Copyright 2015

 

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