20
set
2015
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Pura Vida

“Un racconto dedicato ad un amico che non c’è più”

Pura vida, queste sono le prime parole che sento quanto sono atterrato a San Jose, Costa Rica… ma adesso vi racconto come tutta questa avventura durata 23 gg ha avuto inizio.

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Vivo ad Agrigento (Sicilia) la mitica città dei templi dorici che si affaccia sul mar Mediterraneo, ho iniziato a lavorare a 13 anni in macelleria seguendo le orme dei miei parenti che gestiscono varie attività di questo tipo in città, quasi fosse una costrizione, dato che avrei voluto fare altro nella vita, disossare le carcasse di vitello non è facile.

Sono passati ormai cinque anni e ne ho 18 adesso, il desiderio di cambiare si fa sempre più forte, ricordo bene quell’anno è il 2005 precisamente luglio e un mio carissimo amico “Francesco” a quei tempi era infatuato di una ragazza che praticava il surf e per conoscerla meglio decide anche lui di iniziare seguendo un corso e mi chiese di accompagnarlo in spiaggia per il giorno delle lezioni, io non conoscevo questa realtà nella mia città (il surf), così incuriosito lo accompagnai alla sua prima lezione.Sono rimasto seduto in spiaggia osservando lo svolgimento delle prime nozioni di base. In quel momento pensai “Minchia perchè io no???”; è un ottima idea per evadere dalla monotonia del lavoro e poi è uno sport sano. Fu amore a prima vista. Non persi tempo ad acquistare subito una tavola usata e da lì in poi fu tutto molto divertente.

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Provare a surfare non è facile e dopo i miei primi tentativi di take off riesco a prendere la mia prima onda e dopo giorni, mesi e anni a seguire le perturbazioni e migliorando un pò nello stile, nel 2010 (dopo aver lavorato per 6 mesi in un supermercato) decido di affrontare il mio primo surf trip con destinazione la Costa Rica – Santa Teresa. Chiesi a Francesco di accompagnarmi in questo viaggio, ma parlandone seriamente mi disse che non era in grado di affrontare una spesa di quel tipo in quel periodo e che al ritorno non era sicuro di ritrovare lavoro. Pensavo che fosse una scusa per non venire, così decido di viaggiare da solo. Il mese scelto era novembre e a Santa Teresa le onde in quel periodo sono buone, la temperatura è caraibica e l’acqua è calda. Partire dalla mia città è molto difficoltoso, per raggiungere l’aereoporto ci vogliono 2 ore di autostrada per arrivare a Catania, dopo Roma, Charlotte, Miami, sono arrivato a destinazione a San Jose. Non avevo mai preso così tanti aerei in un unico viaggio, ma la curiosità e il non sapere cosa mi aspettasse una volta arrivato, salivano sempre di più.

Con me ho solo uno zaino con dentro il necessario: costumi, infradito e indumenti leggeri. Atterato a San Jose la prima cosa che mi fece star bene fu il caldo, e l’odore di agrodolce che c’ era nell’aria, diversa da quella dei gelsomini che c’è ad Agrigento, ma per arrivare a Santa Teresa occorreva prendere l’ultimo volo, un charter di 10 posti della Sansa Airlines, così ho avuto l’occasione di osservare la bellezza della natura che fa da padrona in questo angolo del centro America. Come alloggio scelsi la surf house di un mio concittadino “Andrea” che mi ha aiutato in questo viaggio. Quando sono arrivato erano le 15:00 e l’unico pensiero era prendere la tavola e lanciarsi tra le onde del pacifico; a primo impatto non avevo mai visto onde così lunghe e pulite con quella potenza. Dalla line-up, sembrava che sparissero nella foresta, ma non erano le uniche cose belle. Gli animali che vivono lì sono stupendi: scimmie ,iguane, scorpioni in casa, tarantole serpenti e i pellicani che sfiorano le onde in cerca di cibo; molto meglio dei soliti documentari della National Geographic.

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Dal primo, all’ultimo giorno a Santa Teresa, non ho fatto altro che surfare dall’ alba alla sera. Mi fermavo solo per mangiare: Humus, gallo pinto (fagioli,riso) e la sera a cena “las spiedras” (un locale tipico in cui servivano pollo alla griglia) mi stavo proprio divertendo. Mi ero ambientato ai ritmi, ma il 20 Novembre collegandomi su skype per sentire amici e parenti, ricevetti una notizia che non mi sarei mai aspettato, “Francesco” l’amico che fece nascere in me questa passione, quel giorno ebbe un grave incidente nel quale perse la vita, lasciando in me un vuoto. La vacanza stava quasi per finire ed ero scosso dalla situazione, ma mi sono fatto forza, andai a surfare anche per lui, ricordandolo per le surfate trascorse insieme e per il suo sorriso. Al ritorno la mia testa era invasa da un unico pensiero : Cosa sarebbe cambiato se lui fosse partito con me?

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Racconto scritto da Michele Catania, supervisionato da We Travel We Surf.
Tutte le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Michele Catania © Copyright 2015

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