14
apr
2015
12

Portogallo: Il paese dai mille sorrisi

Che cosa rende felici le persone, una macchina nuova o una casa più bella?

Avere tanti soldi o raggiungere il successo?

Avere un avanzamento di carriera o cinque minuti di notorietà?

La società in cui viviamo ci “comunica” ogni giorno che la felicità è qualcosa che può essere comprata, come un etto di prosciutto al supermercato. Invece, “i soldi non fanno la felicità”.

A dir la verità, molti continuano a pensare che sia tutto “comprabile” con i soldi, anche la felicità.Secondo alcune ricerche, le persone più felici sono quelle che si concentrano sul presente, sul vivere bene l’oggi e non, sul domani. Dunque, con i soldi non è possibile comprare la felicità. Forse ci faranno stare meglio e in alcuni casi sono proprio necessari, anche se è impossibile comprare il “sorriso di un bambino”, “la vera amicizia” o “l’amore di una donna o di un uomo”. Questo è proprio lo spirito che ha accompagnato me ed Edoardo nel nostro viaggio in Portogallo “alla ricerca dell’onda perfetta”… che poi si è trasformato “in ricerca della felicità”.

Molto spesso infatti, un surfista quando parte per un nuovo surf trip spera sempre di trovare le condizioni di mare ottimali per fare surf ma non è sempre così. Infatti, a volte, può capitare d’inciampare in “previsioni pacco”, quelle previsioni che vengono chiamate così da molti surfisi quando il meteo sballa totalmente le previsioni delle onde. Ed ecco come una vacanza partita nel migliore dei modi e con le migliori prospettive rischia di trasformarsi in una grande delusione e angoscia di trovare onde piccole, o nelle peggiori delle ipotesi, mare piatto. In questi casi si possono fare due cose: o ci si continua a rovinare la vacanza pensando a come sarebbe potuta essere se ci fosse stato quello, quell’altro etc…. oppure ci si può concentrare sul presente, su quello che uno sta già facendo e che ha la fortuna di poter fare. E’ difficile, infatti, essere felici se non si sa apprezzare le cose belle che già si possiede. Come, ad esempio, avere la possibilità di passare una settimana in Portogallo insieme alla persona amata. Per molti, la felicità sembra un obiettivo irraggiungibile, io continuo a pensare che la felicità è fatta di cose semplici, che spesso abbiamo a portata di mano e che non sappiamo più apprezzare. La felicità è fatta di sorrisi, di strette di mano, di persone che sei riuscito ad aiutare o che hai avuto il piacere di conoscere, di un lavoro che ti soddisfa, di un momento di dolcezza. Persino vedere un tramonto o leggere un buon libro può rendere felici. La felicità deve venire principalmente da dentro, dalla soddisfazione di alzarsi tutte le mattine e ripetersi che “Oggi è una bellissima giornata e chissà quante cose belle posso fare”!

Il merito di aver capito queste importanti nozioni lo devo sicuramente al popolo portoghese, al quale ho dato il nome di “il paese dai mille sorrisi”, poiché, pur essendo uno dei paesi più poveri d’Europa, è sempre pronto a regalarti un sorriso. Un sorriso sincero come quello di Egidio e mamà, proprietari del ristorante Mar d’Areia a Ericeira consigliato dal mio amico Marco, i quali ci hanno accolti calorosamente come fossimo loro figli e ci hanno preparato dei piatti a base di pesce incredibili. Oppure il sorriso ingenuo di un piccolo surfista portoghese che ti droppa l’onda e ti chiede scusa pur essendo nel suo home spot. O ancora, il sorriso giovane ospitale di Luca Bobbio, João, Alex e tutti i ragazzi del Ribeira D’ilhas Surfcamp, il più divertente e professionale surfcamp di Ericeira il cui proprietario, Tiago Oliveira, è diventato uno dei miei più grandi amici. Una persona unica e rara ai giorni d’oggi. Sempre con il sorriso anche nei momenti difficili. Pronto a darti una mano in qualsiasi momento, e ad incitarti quando sei demoralizzato….ma c’è anche il sorriso fiero di Luis Duarte e la sua famiglia mentre festeggiano, con un barbeque insieme a tutti noi, un anno dall’apertura del loro splendido ostello per surfisti, Ericeira Hostel, al centro di Ericeira. O quello pazzo di Federico, Stefano e la Fede, tre amici italiani che abbiamo avuto il piacere di conoscere in questo viaggio, i quali hanno condiviso con noi la casa e quando c’erano, le onde. Oppure il sorriso dolce dei bambini di due cari nostri amici quando vedevano il papà tornare da una surfata insieme a noi. O quello simpatico delle signore che vendono la frutta ai banchetti per la strada che appena ti vedono gridano: “Bom dia, meu querido estranho!” ovvero, buongiorno mio caro straniero! e quello timido delle ragazze che preparano in Pão com Choriço, una pagnotta calda con il salame, cotta all’interno di “forni a legna mobili” che incontri sulla strada per tutto il Portogallo. O quello gentile della commessa al supermercato che anche se non ha capito molto bene quello che gli abbiamo chiesto, apprezza il nostro tentativo di parlare bene il portoghese e ci aiuta ad imparare come si dice: “scusi, dove posso trovare la cioccolata fondente?” che in portoghese si traduce: “Desculpe-me, onde posso encontrar o chocolate escuro?”. Questa frase in particolare mi fa sorridere molto e mi ricorda i mille tentativi di Edoardo di parlare portoghese anche se non l’ha mai studiato, che molto spesso, anche andando a caso riusciva ad azzeccare le parole. Come, ad esempio, la parola “cioccolato” che per me suonava troppo scontato si dicesse “chocolate”, così partiva sempre una scommessa o un bisticcio su come si potesse pronunciare la parola in questione e molte volte….aveva ragione lui, pur non sapendolo!

Il sorriso più bello e più importante però è stato sicuramente quello nostro, mio e di Edoardo, che pur avendo preso una settimana di tempo decisamente brutto per essere in agosto; un alternarsi di nebbia, nuvole, pioggia e sole…come temperatura minima di 18° gradi e massima che non superava i 24° gradi; e pur non avendo trovato le onde che speravamo e che cercavamo, ci siamo accontentati di essere riusciti a surfare qualche giorno buono ad Ericeira ma soprattutto di aver avuto la possibilità di conoscere nuove persone, nuovi paesi e nuove culture. Il sorriso di due persone che sono riuscite a trovare la felicità, accontentandosi di quello che è stato e non di quello che poteva essere. In fondo, è pur sempre stato un altro viaggio, un’altra esperienza di vita, da ricordare e non dimenticare, mai.

 

 

 

 

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Articolo di Elena Bertolini. Le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Elena Bertolini © Copyright 2017

 

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