6
giu
2015
32

Nazarè – Il colosso di Praia Norte

Nazaré è un piccolo paese di circa 15 mila abitanti situato nella regione di Leira. Prevalentemente popolato da una comunità di pescatori ma con una crescente vocazione turistica. Alla ribalta negli ultimi anni per la “scoperta dell’onda “gigante” sotto il faro a Praia Norte.

Raggiungere Nazarè dall’Italia è abbastanza facile, grazie alle moltissime compagnie aeree che volano sul Portogallo e in particolare su Lisbona. Personalmente volo sempre con Tap Portugal da Roma Fiumicino, o da Milano, perché è una compagnia “surf-friendly” che spesso attua delle promozioni rivolte ai surfisti, come quella rivolta ai surfisti italiani con la tratta dall’Italia gratuita. Da Roma sono solo 2 ore e mezzo di volo per Lisbona, poi altre 2 ore di macchina per Nazarè.

La spiaggia di Praia Norte è attiva praticamente quasi tutti i giorni dell’anno, raramente quel tratto di mare è completamente piatto. Nel periodo invernale da ottobre fino a febbraio/marzo ci sono le grandi mareggiate fino a 100 piedi (30mt), anche se qualche anziano del luogo giura di aver visto onde alte 50mt agli inizi del ‘900. Nei mesi da maggio a settembre il mare è più piccolo e si possono trovare giornate epiche con “soli” 2/3 metri.

I surfisti hanno scoperto il potenziale di Nazaré solo da pochi anni. Qualche metro più a largo dalla spiaggia a nord della città e il risultato è simile a La Nord di Hossegor: colossali e pesanti cavi di onde frangono sul questa spiaggia, avvicinabile solo dai più coraggiosi.

 

Gli imprevisti in questo spot sono tanti, a volte troppi… basta un piccolo problema al jet ski o al resto dell’equipaggiamento che tutto può andare in malora. Controlli ripetuti delle attrezzature, quasi ossessivi, sono la chiave per rientrare a terra sani e salvi. Le correnti possono essere molto forti, ed i giganti set ai quali non c’è via di scampo sono garantiti quando lo spot è al top. La spiaggia principale della città, essendo più riparata, offre buone onde durante le grandi mareggiate. Per quanto riguarda il localismo, beh qui no esiste… c’è una certa selezione naturale (ehehehe).

In quanto ad attrezzatura, di solito io porto 3/4 tavole diverse (da 5’10 a 6’3) per le differenti onde che offre la zona, e poi la tavola da Tow-In. L’acqua dell’atlantico è abbastanza fredda, quindi una muta 3.2 ed una 4.3 soprattutto nei giorni di brutto tempo, sono indispensabili.

Il miglior allenamento se si vuole surfare un certo tipo di onda è entrare in acqua il più possibile! Io personalmente sto facendo un training doppio: mi alleno un po’ in palestra con un giusto potenziamento muscolare, anche se non sto seguendo un vero protocollo come vorrei. Anche la respirazione è fondamentale, e per ora ho provato solo una tecnica. Da poco ho iniziato anche un percorso psicologico con la Dott.ssa Martina Camerini per riuscire a gestire le emozioni e gli stati d’animo, soprattutto in condizioni critiche.

Le paure in certi tipi di condizioni sono molte. Le condizioni del mare in questo spot possono essere davvero “out of control”, e bisogna saper affrontare le paure e non cedere mai al panico. Una cosa sulla quale sto lavorando molto. Per fortuna però ci sono anche tante soddisfazioni. Solo essere tra i big al mondo di questa disciplina è per me un onore. Vorrei fare qualcosa di grande, forse per questo non sono appagato, anzi… sento di essere all’inizio di un’avventura e non so dove mi porterà.

Sono venuto a conoscenza di Nazarè, credo un po’ come tutti: tramite youtube seguendo le imprese di Garrett McNamara, quando realizzò il World Guinnes Record sull’onda più grande al mondo mai surfata prima! Quando McNamara accettò di essere lo special guest del Surf Expo nel 2013, da quel momento siamo rimasti in contatto, fino a quando un giorno, mentre ero a Ericeira, il telefono squillò. Garrett mi aveva invitato a provare il tow-in a Nazarè, in condizioni a sua detta ideali. Senza pensarci due volte saltai in macchina e lo raggiunsi a Praia Norte. Dopo poco mi ritrovai sul jet ski con l’uomo dei record pronto per essere lanciato in una sinistra perfetta comparabile al Pipe hawaiiano. Felice come un bimbo chiesi di surfare altre onde. Da li in poi iniziai diversi giorni di allenamento, fino ad allenarmi anche con David Langer, che mi ha insegnato anche a guidare il jet ski nell’inside.

Non so cosa mi spinga davvero a prendere ogni volta un aereo per raggiungere questo luogo. Da una parte l’incoscienza gioca un ruolo fondamentale, dall’altra la voglia di provare quell’adrenalina indescrivibile che solo a Nazarè ho provato.

Fino ad ora sono partito sempre da solo. Quando mi sentirò pronto, vorrei portare nel mio viaggio un mio team con un fotografo, un video operatore, e un drone.

 

Racconto scritto da Alessandro Marcianò , supervisionato da We Travel We Surf
Tutte le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Manuel Ricardo, Vitor Estrelinha, Antonio Balau, Denise Dellagiacoma © Copyright 2015

 

 

You may also like

Surf in Costa Rica: colori di una swell tra sogno e realtà
18 metri a Nazare
Viaggiare in Messico: Onde per tutti i gusti!!!
Barrel Sweet Barrel

1 Response

Leave a Reply