6
Mag
2015
12

Mentawai Islands – almeno una volta nella vita!

Quando nell’estate del 2012 io e altri due amici e colleghi bagnini decidemmo di prenotare il viaggio alle Mentawai, sapevamo che stavamo per spendere i nostri soldi nel modo migliore. Eh si, partiamo proprio dal budget: il miglior modo per godersi a pieno le onde delle isole Mentawai è quello del boat trip, ma è anche il più costoso. Noi tramite vari passaparola tra amici sparsi all’estero decidemmo di affidarci a Gonçalo Ruivo, un big waves rider portoghese di livello mondiale, e al suo Sumatra Surf Trip: il più economico sul mercato dei boat charter. Pagammo a testa 1600 euro per il soggiorno in barca per 11 notti più i pasti e le bevande a bordo; il resto del viaggio, cioè il volo fino a Sumatra (Padang), da dove partono tutti i boat trip diretti sulle isole, lo trovammo con la Qatar e Air Asia al prezzo più economico del momento.

Il periodo migliore per visitare le Mentawai è da Aprile a Ottobre, periodo nel quale si possono trovare onde fantastiche e di misure impegnative tutti i giorni, ma gli “addetti ai lavori” ci hanno assicurato che in quei posti le onde ci sono sempre, in tutte le stagioni dell’anno!

Arrivati a Padang, porto principale di Sumatra che sfiora il milione di abitanti, abbiamo trascorso un paio di giorni la per attendere il resto della comitiva, e abbiamo notato che la gente, a differenza di Bali, non è abituata alla presenza dell’uomo occidentale: tutti si giravano al nostro passaggio, ci scattavano foto e ci guardavano come se fossimo marziani. Questo aspetto mi è piaciuto molto, ho capito che eravamo nella vera Indonesia! Una volta riunita la comitiva, ci portarono al porto e da li ci imbarcammo in quella che sarebbe stata la nostra casa per 12 giorni. La barca partì al tramonto. Ci dettero la cena, e dopo ci fu un piccolo briefing durante il quale il comandante e guida surfistica (Gonçalo Ruivo ndr) ci spiegò varie regole da tenere durante il surf trip, come ad esempio:

– Rispettare sempre le precedenze in mare.

– Se state risalendo sul picco dopo aver preso un’onda, evitate di remare un’altra onda subito, magari infastidendo un altro surfista. Di onde ce ne sono a volontà e non c’è affollamento!

– Evitate di sfruttare a marea bassa, soprattutto con piccola misura di onde: quello potrebbe essere il momento in cui vi potreste fare veramente male.

– Attenzione al reef.

– Quando volete tornare alla barca, tirate fuori la tavola dell’acqua e muovetela oscillandola a destra e sinistra e vi verremo a riprendere con il gommone (Dhoni o Dinghy).

Dopo il Briefing, un po di chiacchiere tra amici e qualche sguardo al cielo stellato, ce ne andammo a dormire, ballando come sul Tagadà: il mare in Indonesia è veramente agitato e se soffrite di mal di mare potrebbe essere un bel problema. Venni svegliato la mattina dopo dal mio amico Andrea, che super eccitato: quasi urlava per tirarci giù dal letto, dicendoci:”siamo arrivati, venite a vedere!!!”..e in effetti aveva ragione, dopo un viaggio notturno di 10 ore nel mare burrascoso, eravamo finalmente arrivati in paradiso! In linea di massima facevamo dalle 3 alle 5 surf session al giorni, intervallate dai vari pasti e spuntini. La sera cenavamo alle 7pm e alle 8pm eravamo tutti in branda pronti ed eccitati per essere in piedi il giorno dopo, di norma alle 5am! Abbiamo sfruttato spot famosi come: Burger World, Scarecrows, Lance’s left and right (detta anche HT’s), dove tra l’altro abbiamo riscontrato maggiori problemi di affollamento e localismo da parte dei nativi dell’isola, ma questo è un caso isolato. Infine abbiamo sfruttato per ben due giorni a Maccas detta anche Maccaronis: il parco giochi delle Mentawai, una delle sinistre più belle al mondo! Durante tutto il viaggio siamo sempre stati supportati al massimo da Gonçalo (Ruivo ndr) per ogni cosa. E’ una persona speciale, molto famoso in patria (Portogallo) e pronto a darti sempre buoni consigli. Gonçalo è anche stato il nostro fotografo ufficiale! Noi italiani eravamo le sue mascotte, perché a detta di lui che lavorava in zona da una decina di anni, eravamo i primi italiani con cui ha avuto a che fare.

Concludendo, posso consigliarvi di portarvi il minimo indispensabile come vestiario (userete sempre la stessa maglietta e e lo stesso costume). Portatevi almeno 2 tavole da surf: una vi si potrebbe rompere, inoltre vi capiterà di doverla cambiare in base alle condizioni del mare. Portatevi anche leash di riserva e pinnette perché sulle isole non le troverete, c’è solo un piccolo negozio di surf a Padang ed è rimasto all’era della pietra! Usate sempre la crema solare, sopratutto durante le ore centrali se proprio non potete fare a meno di surfare. La temperatura fuori raggiunge anche i 40°C e l’acqua in media i 28°C. Troverete onde destre e sinistre, tubanti e ripide, non adatte per surfisti principianti sopratutto se le previsioni danno mare grosso. Inoltre questo non è certamente il tipo di viaggio da fare con la fidanzata che non fa surf, quindi trovatevi un gruppo di buoni amici (ricordatevi che ci dovrete passare 12 giorni insieme 24ore su 24 in barca) oppure partite da soli, la vostra ragazza capirà (si spera).

La nostra spesa approssimativa finale è stata di 2500 euro, ma tutto dipende dal volo che riuscite a trovare…. e credetemi ne è valsa la pena! La moneta locale è la rupia, ma vi servirà poco sulla barca, ricordatevi però che a fine boat trip è usanza lasciare la mancia all’equipaggio. Dimenticate il cellulare per 12 giorni… non usarlo per un po vi farà anche bene! Preparatevi a soffrire, oltre al mal di mare, anche il mal di terra perché appena metterete piede sulla terra ferma a fine viaggio vi sembrerà di non avere equilibrio: io sono stato male per un giorno intero!

Che dire, spero di avervi aperto un po’ la mente riguardo a questa incredibile destinazione surfistica e così remota. Per me e i miei amici, Andrea e Alessandro Colangelo, è stato così! Ci vediamo sul picco, a giro per il mondo!

 

Racconto scritto da Giorgio Paoletti, supervisionato da We Travel We Surf
Le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Giorgio Paoletti © Copyright 2015

 

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