3
ago
2015
12

La mia avventura con il surf

La mia avventura con il surf è diversa dal solito. Un po’ come il parapendio, per dirne una. Fare surf era una cosa che qualcuno fa ma che non mi riguardava.

Poi la vita mi ha portato a vivere in Australia e complice una serie di piccoli avvenimenti e coincidenze ed incontri, mi sono fatto finalmente convincere a provare. Più ho imparato più mi sono appassionato e ormai sono succube di questa disciplina e passo il tempo in cerca di bei libri e film che sazino il mio cervello quando non sono al mare. Con mia sorpresa ho anche scoperto (pensa che ignorante) di trovarmi in uno dei posti migliori al mondo per questo sport!

Vivo infatti a Brisbane, capitale del Queensland, circondata dalla Gold Coast a sud, e dalla Sunshine Coast a nord. Sono centinaia di chilometri di spiagge surfabili, coronate da luoghi come ad esempio Snapper Rocks o Noosa.

Non sono certo un giovincello e ho il fisico di Sheldon Cooper, anzi di Howard Wolowitz! Iniziare dopo i 35 e dopo una vita di lavoro al pc è stato traumatico, ma grazie al clima mite e ai posti fantastici dei dintorni ho potuto perseverare. Ho iniziato con una 9’2” e dopo i primi mesi di botte e poche soddisfazioni, sono riuscito ad ingranare. Mi considero sempre una schiappa, ma pian piano progredisco. Non è facile perché in ogni caso ho una classica vita da impiegato e ogni volta devo programmare i viaggi nel weekend e combinarli con il resto della vita sociale. Se riesco a surfare una volta alla settimana è già un buon risultato!

Brisbane è una bellissima città sul fiume e si estende sino al mare. Ma il mare è interno alla baia di Moreton, protetta dalle isole di Straddy e Moreton, appunto, e le onde non ci arrivano. La costa è bassa e melmosa, soggetta a grandissime maree. Un posto molto bello ma inutile al surf! Questo significa appunto che bisogna mettersi in macchina e guidare da una a due ore, a seconda della destinazione.

Come accennato, a sud si trova la Gold Coast di cui tutti conoscono almeno di nome Surfers Paradise. Di paradiso non è rimasto molto a dire il vero. Ora è una specie di riviera romagnola con grattacieli sul mare e popolata di turisti, cafoni vari, e imprenditori russi stra ricchi. Il surf personalmente non mi attira minimamente qui. Si tratta di chilometri di spiaggia aperta che riceve tutte le onde che Dio le manda, ad anche tutti i venti. C’è tantissima corrente che cambia continuamente e il fondale è sabbioso, per cui non esistono due giorni uguali. Se siete bravi con la short sicuramente potete divertirvi, anche molto, ma non fa per me. Io, da buon longbordista, amo i point della zona, che ti regalano cavalcate lunghe e gustose. Da queste parti ce ne sono tanti e sono tutti con onde destre.

Apro una piccola parentesi. Mi è capitato di leggere su dei siti di surf che è meglio imparare nei beach break perché sabbiosi e con acqua bassa, e che i point sono pericolosi perché di solito sono rocciosi o sul reef. Queste due nozioni sono l’esatto opposto della mia esperienza e del mio percorso in Australia, perché alcuni dei point che ci sono qui sono anch’essi con fondale sabbioso. Di conseguenza dipende in che parte del mondo ti trovi ad imparare a surfare. Da queste parti nessuno mai ti consiglierà di imparare in una spiaggia o zona aperta, beach break appunto, se non con condizioni di mare piccolo, perché qui le spiagge sono molto vaste, a differenza dell’Italia, e basta una piccola mareggiata per generare correnti o onde molto potenti che posso metterti in condizioni di pericolo, soprattutto se surfi da solo. Tutti ti diranno invece di andare nei points, dove le onde durano al lungo e si srotolano con calma. Ma soprattutto nell’inside, a pochi metri dalla riva, il principiante può cavalcare sulla schiuma delle onde passate… schiuma che anch’essa va avanti per metri, metri e metri.

Dicevo quindi che i molti points della zona, uno più bello dell’altro, sono tutti destri, cioè generano onde che srotolano verso destra stando in mare. Questo ha causato un’altra stranezza nelle mia esperienza con questo sport: sul surf per qualche motivo ho una posa goofy, cioè piede destro avanti. Ho quindi imparato a fare surf nei point destri andando in backside. Ad oggi non baratterei mai questi points per un beach break, anche se sinistro, e quindi con onde in frontside per me.

Superbank è il point più famigerato della Gold Coast, ed è composto dagli spot di Snapper Rocks, Rainbow Bay, Greenmount e Kirra. Sono quasi allineati e quando si creano le condizioni giuste possono essere appunto uniti in un’unica super onda. Ma fidatevi, se succede, dovete avere le palle quadrate per essere in acqua! E’ veramente proibitivo se non avete un livello avanzato. Io che sono schiappa ho avuto dei momenti niente affatto divertenti, anche con onde giusto intorno ai due metri.

Snapper Rocks, in generale, riceve onde sul metro e mezzo circa, che si smorzano lungo il percorso e creano queste divertentissime e lunghe cavalcate, il tutto su un fondale sabbioso e un mare da Caraibi. Se il mare diventa grosso invece me ne scappo buono buono al riparo di Noosa, a nord, nella Sunshine Coast.

Se Snapper ha sfornato innumerevoli campioni dell’era moderna, Noosa è invece un mattone fondamentale della storia passata. Fu infatti tra queste onde che alla fine degli anni ‘60 Bob McTavish con Nat Young, ispirati dal genio di George Greenough, diedero il via alla shortboard revolution. Noosa oggi è ancora un posto fantastico, forse un po rovinato dalla gente ricca e ristoranti costosi proprio vicino alla spiaggia, ma la natura è ancora impareggiabile.

Noosa è riparata dal Capo, molto grande e articolato, che forma vari spot dove poter surfare. Il più bello è forse per me Tea Tree, una baia da raggiungere a piedi attraverso il parco. E’ un point misto sabbia e roccia ed e circondato da foresta, cielo e mare. In condizioni buone si crea questa destra fantastica che si srotola per uno o duecento metri. In condizioni ottimali invece è una destra potente di due metri che ti devi imporre di abbandonare se non vuoi arrivare sopra gli scogli dall’altro lato della baia. E in quelle condizioni scegliere uno spot o un altro è come scegliere se farsi un giro in Ferrari o in Porche. Usando me stesso come metro di misura, e parlandone anche con surfisti meno esperti di me, ritengo che Noosa, anche con onde da due metri e più, sia più facile e sicura degli altri points nella zona. La conformazione del posto ti permette di spostarti al sicuro dai set assassini, senza lo sbattimento che invece può avvenire sul Superbank della Gold Coast.

Ovviamente i posti di cui parlo sono molto frequentati e l’affollamento è un problema che ti costringe, in alta stagione in particolare, a lunghe attese. Ciò è dovuto non tanto ai turisti, quanto agli australiani stessi. Qua surfare non è più un’attività alternativa riservata a pochi illuminati: così come chiunque ha una bici in garage, allo stesso modo chiunque ha una tavola da surf. Stare in acqua ed ammirare i bambini che fanno acrobazie, o meglio ancora nonni e nonne rugosi che surfano meglio di te, è un’esperienza snervante ma allo stesso tempo affascinante.

Ritengo sia molto importante avere sempre rispetto per gli altri e seguire le regole. I locals sono cresciuti con la folla e sono abituati alla situazione. Non c’è quasi mai tensione in acqua e se sei rispettoso, fila sempre tutto liscio. E’ importante rispettare le anzianità e farsi strada con calma, dimostrando di meritare una bella onda. E’ anche vero comunque che i poinst che ho descritto, sono così lunghi che con la marea giusta e un po’ di pazienza ti danno la possibilità di trovare sempre il punto dove surfare con costanza. Ma come accennato, ci sono centinaia di chilometri di onde possibili da surfare e se sei bravo con la short praticamente ogni giorno c’è lo spot buono dove prendere onde ed essere soli o quasi. La scelta è quindi vastissima. Anche se sull’essere soli o quasi avrei qualche riserbo. Nell’oceano ci sono gli squali, c’è poco da fare. Ogni anno due o tre persone in Australia muoiono generalmente dissanguate per essere state morse. Io vedo spessissimo delfini intorno a me, ma anche tartarughe, cormorani, mante, pesci vari… non ho mai visto niente di preoccupante e prego che non succeda mai. Ed è anche per questo motivo che me ne sto tra la folla dei point, perché credo che le probabilità diminuiscano.

In questo mio racconto, che descrive la mia personale esperienza con il surf nata in Australia, ho menzionato giusto i luoghi più famosi intorno a me, non scrivendo di Byron Bay. Questa cittadina ormai molto famosa, si trova oltre il confine con il QLD, a sud, ed è un altro point da mille e una notte. Se venite da queste parti per fare surf, programmate un bel periodo durante il quale girare con calma. Non faticherete a trovare guide surfistiche in ogni libreria o negozio di souvenir.

Racconto scritto da Fed Pani, supervisionato da We Travel We Surf.
Le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Fed Pani © Copyright 2015

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