14
mar
2015
12

Il mio primo viaggio in Marocco

E se Dio vuole anche oggi avremo il nostro tè alla menta… non c’è problema.

Questo è il miglior riassunto della filosofia di vita del Marocco, ciò che più d’ogni altra cosa unisce e fonde le due anime di questo popolo, la cultura araba e la cultura islamica. Perché tutto accadde grazie a Dio e qualsiasi problema può essere risolto davanti ad una tazza fumante di tè alla menta.

Questo è il Marocco, un continuo alternarsi di opposti, di antico e moderno, di bianco e di colore, di spazi sconfinati e di vicoli affollati, di sapori dolci e di sapori amari, di ripide pendici e di pianure infinite. Immersi in una varietà d’immagini e sensazioni colorate, con il giallo dorato della sabbia del deserto sempre in movimento che si fonde nel verde smeraldo dei palmeti, l’odore del cuoio delle babouches, i sapori delle spezie, i colori cangianti dei tessuti e delle ceramiche, le musiche araboandaluse e berbere, le voci d’un mercato, i rumori delle botteghe nei vicoli medievali dove sopravvivono gli antichi mestieri e le tradizionali arti, l’odore della salsedine e il rumore delle onde che frangono sugli scogli che, anche se lo abbiamo sentito tante volte, non è mai lo stesso.

Queste sono le incancellabili immagini che riemergono nella mia mente quando penso al Marocco, anche se ormai sono passati quasi sei anni dalla prima e ultima volta che sono stata nella terra dove il sole tramonta, Al-Maghreb, chiamato così dagli arabi quando venne scoperto nell’antichità.

Il Marocco ha un fascino che è quasi irreale che solo chi ha avuto la fortuna di visitare può davvero comprendere. L’antica idea di un paese islamico e conservatore si contrasta ormai con la realtà contemporanea, si passa da vicoli medioevali a moderni internet bar, dal suono delle note dell’antico rabab alle suonerie dei cellulari. I cellulari, una cosa che mi colpii molto. Pensai, “In Marocco ci sono più cellulari che in Italia, e soprattutto più all’avanguardia!”.

Ma il Marocco è anche Surf, spiagge infinite e immense scogliere a picco su questo profondo mare blu che forma onde azzurre e interminabili che dall’Atlantico arrivano fino alla costa occidentale dell’Africa per rallegrare gli animi dei tanti surfisti che ormai da tutto il mondo vengono a cavalcare queste onde.

Taghazout è uno dei posti più belli e più famosi del Marocco per fare surf. Un piccolo villaggio di pescatori, le cui principali fonti di guadagno sono appunto la pesca e da un pò di anni anche il turismo proprio grazie alle belle onde che questo posto offre, infatti, la maggior parte dei turisti che popola questo villaggio è formata principalmente da surfisti. E Taghazout è proprio il luogo che mi ha calorosamente ospitata in questo viaggio alla scoperta del Marocco e che ricorderò per sempre grazie anche queste foto.

 

 

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Articolo di Elena Bertolini. Tutte le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Elena Bertolini © Copyright 2017

 

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1 Response

  1. Surflover

    Il Marocco è un posto bellissimo per surfare e soprattutto in autunno e in inverno si può scappare dalla fredda Europa. Io ci sono stato e ho preso lì le mie prime lezioni. Se volete risparmiare vi consiglio le offerte di Stoke Travel, oltre a spendere poco ci si fanno un sacco di amici :) qua trovate tutte le info: http://stoketravel.com/trips/morocco-magic-week/

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