20
ago
2015
17

Caccia al tesoro: il surf nel Bel Paese

Si può surfare in Italia?! Ci sono onde?!

Per chi pratica questo sport in Italia, queste sono le domande alle quali ha dovuto rispondere, almeno una volta nella vita, spiegando cosa stesse facendo in giro con una tavola sotto braccio in giornate invernali di brutto tempo, dove tutti rimarrebbero a casa a farsi una tazza di cioccolato caldo. O durante una torrida giornata d’estate dove, mentre tutti vanno al mare per la “tintarella”, tu ti cimenti anche sulle schiume generate dal ponentino con un tavolone soft per divertirti un po’. Ti senti anche un po’ frustrato per le risposte dell’inquisitore già denigratore e pessimista, ma lui non si diverte come te e non capirà fino a quando non proverà per la prima volta. Fortunatamente grazie alla rapida diffusione della passione del surf anche in Italia, queste domande stanno diminuendo, e i non surfisti stanno diventando sempre più comprensivi.

storm. ph.elena bertolini

È oramai scontato dirlo: il surf in Italia è sempre più diffuso.  Basta accendere la tv e si nota benissimo quanto il surf stia diventando di moda anche nelle pubblicità che girano sulle reti nazionali: si parla addirittura di surf invernale! Sono stati girati anche documentari costosissimi su surfisti di livello internazionale di origine italiana per far vedere un po’ di surf in Italia. Le scuole di surf che di anno in anno aumentano e secche che d’estate sono più affollate dei reef Hawaiini. E ci sono centinai di ragazzi italiani come me, che nonostante la voglia di scoprire e surfare onde simili a quelle oceaniche, appena hanno l’occasione lasciano casa per raggiungere in auto le proprie coste, anche in pieno inverno, per cercare non solo onde migliori e meno affollate del proprio home spot, ma soprattutto per scoprire e conoscere qualcosa in più del proprio paese.

ph.elena bertolini

Sono un surfista romano, e le coste del lazio fortunatamente offrono numerosi surf spots, per tutti i livelli, alcuni dei quali però anche in giornate non eccezionali sono veramente affollati. Banzai a Santa Marinella è uno di questi. Sono surf spots che sono diventati noti non solo per la buona qualità dell’onda ma anche perché sono stati spesso utilizzati per eventi importanti come competizioni, anche di livello internazionale. E’ grazie a questi eventi, ai quali anch’io ho partecipato per qualche anno, che ho potuto conoscere altri connazionali e altri surf spots per praticare surf in Italia.

Nonostante ciò ne rimangono molti altri ancora da conoscere e visitare. La mia curiosità è stata anche stimolata da due amici, che credo abbiano percorso più km su strade e autostrade italiane con tavola su sedile di chiunque altro. Soprattutto nell’Italia meridionale, che poi è diventata metà di alcuni dei mie migliori surf trip italiani.

Uno di loro è Emiliano Cataldi, che per un per periodo, collaborando per una nota rivista di surf italiana, Surf News, ha contribuito a realizzare probabilmente la prima surf guide italiana, che ancora oggi viene usata da surfisti italiani compreso me. Emiliano adesso vive in Australia e collabora con “Surf Explorer”. Il suo contributo ha fatto muovere tanti ragazzi curiosi come me. L’altro ragazzo è Federico Vanno. Un amico surfista e fotografo, grazie al quale ho potuto condividere alcuni dei mie migliori surf trip in Italia. Questi ragazzi hanno investito soldi e molto del loro tempo alla ricerca di surf spot italiani che ancora oggi rimangono sconosciuti, rispettando sempre le comunità locali.

ph.Valentina Ciotti

Oggi con le compagnie aeree low cost, il surf trip più conveniente è quello estero: purtroppo conviene di più raggiungere le più vicine coste dell’oceano atlantico che perdersi tra le strade provinciali di paesini sperduti nel sud dell’Italia, o prendere un traghetto per la Sardegna. Viaggiare e surfare nelle coste dell’Italia però, non vuol dire solo coprire un’esigenza di surf, ma anche vivere di momenti che solo nel nostro paese possiamo fare, e ciò ha un valore immenso.

Trovandomi a vivere in centro, sono già avvantaggiato nella scelta di un surf trip italiano, perché secondo la mia scelta di destinazione, tra nord e sud, i tempi di percorrenza sono più o meno uguali. Alle spalle c’è anche l’Adriatico che in alcune circostanze può offrire buone onde. A nord, percorrendo l’Aurelia, che poi diventa A1, posso raggiungere velocemente regioni come la Toscana e la Liguria, che offrono onde potenti e consistenti. A circa 50 km da casa raggiungendo Civitavecchia posso imbarcarmi in un traghetto per la bellissima Sardegna. Al sud c’è l’Autostrada del Sole e la Salerno Reggio Calabria.

ph.Vale Ciotti

Dipende tutto fino a dove uno si vuole spingere. Se dovessi raggiungere l’estremità del mio Paese, mi converrebbe prendere un aereo o treno, che mi renderebbero le cose più facili e soprattutto più convenienti. Mi è capitato di prendere il treno per raggiungere la Sicilia e la Calabria, ma la scelta dell’auto alla fine è sempre stata per me la scelta più vantaggiosa, ma non vuol dire che sia l’unica. Un “road trip” ti permette di vedere attraverso il finestrino di un auto cose che da un treno e un aereo non ti è possibile vedere. In auto c’è il gusto del perdersi e ritrovarsi, dopo aver scoperto chissà quante strade. E poi ci sono le lunghe chiacchierate con gli amici per smaltire i km… e gli spuntini in qualsiasi momento del giorno. Il mio viaggio verso il sud, dopo aver surfato tutti i surf spot del centro sud, attraversa la Campania fino alla punta estrema della Calabria, per poi risalire verso la Puglia fino al Profondo Salento.

I periodi migliori per un surf trip italiano sono principalmente l’autunno e la primavera, quando le giornate sono sufficientemente lunghe e le mareggiate consistenti. Anche l’inverno non è da escludere, dipende sempre dal tipo di mareggiate e dalle mete che si scelgono. In ogni caso le condizioni invernali sono più adatte a surfisti esperti, sia per la temperatura dell’acqua, che si aggira sugli 11 gradi in Adriatico e sui 14 nel Tirreno, sia per la potenza delle mareggiate di maestrale che colpiscono soprattutto le coste della Sardegna.

Edo Serapo.Ph.Valentina Ciotti

Sconsiglierei a tutti l’estate, sopratutto luglio e Agosto: sono i mesi della balneazione per eccellenza. Su gran parte delle coste italiane tutti i turisti e gli italiani cercano refrigerio allontanandosi dalle città per fare un bel bagno, se capita anche tra i cavalloni. Inoltre sulla maggior parte delle coste italiane, nel periodo di balneazione sarebbe vietato svolgere l’attività di surf da onda nella fascia di orario che va dalle 9 di mattina alle 7 di sera (se non a 200 metri da riva dove le onde non frangono a meno che non ci sia il maremoto)… anche se tutti lo fanno. Gli spostamenti in auto inoltre d’estate sono più complicati e più cari, a causa del traffico, esodi estivi, sacrosanti fine settimana, che scoraggiano ogni surfista a muoversi, anche se per pochi km.

In fondo l’Italia è proprio un bel paese. Siamo veramente fortunati ad avere in pochi km così tante varietà di paesaggio di cultura e di clima. Percorrendola è come assaggiare una pietanza dai mille sapori che stimola tutti i sensi.

edoardo_Ph.Elena Bertolini

Trovare e riuscire a surfare belle onde in questo paese, ti fanno sentire come un esploratore che finalmente trova l’oro. E’ vero che non sempre è tutto oro quel che luccica, ma la fatica del viaggio e lo stupore di un’onda deserta che dalla strada non sembra buona e poi una volta entrato in mare è perfetta, ti appaga e ti sazia più di qualsiasi altra cosa.

Le immagini nel racconto sono di proprietà di Ele Bertolini e Vale Ciotti © Copyright 2015

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