18
nov
2015
12

Bali in famiglia

Bali, Settembre 2013.

Faccio presente che era la mia prima volta in Indonesia con la famiglia, anche se già nel 2009 eravamo andati a sposarci nella spiaggia di “Makena Surf Beach” sull’isola di Maui ove avevamo anche portato con noi la nostra figlia appena nata (all’epoca aveva 6 mesi), per poi andare nel 2010 in Costa Basca, nel 2011 a Fuerteventura, nel 2012 in Nuova Zelanda e circa 2 mesi fa all’Isola di Formosa.

Foto-nr.-1-(Hawaii)

Giunti alle tre del mattino all’aeroporto di Denpasar, quindi in piena notte, ci dirigiamo con il taxi subito al nostro albergo ubicato a Legian, già precedentemente prenotato dall’Italia.

Il giorno stesso (pomeriggio), immediatamente si decide ad unanimità il noleggio di un piccolo scooter con porta surf annesso e così si inizia l’avventura entrando subito in acqua nella bolgia di Kuta Beach: onde divertenti con picchi sparsi che consentono, sebbene vi sia un affollamento non indifferente, un po’ a tutti di riuscire a surfare con abbastanza tranquillità!

Dai giorni seguenti decolla l’esplorazione dell’isola con il ciclomotore, cercando di conciliare nell’arco della giornata le esigenze della famiglia con la moglie supportata da Maya che desidera visitare i vari templi indonesiani e con il sottoscritto che necessita di entrare in acqua sempre in spot diversi (Lebih, Balian Beach, Canggu, Eva Beach,Uluwatu, ecc…) sperando poi che vi siano condizioni idonee di oceano alle proprie capacità.

Foto-nr.-11-(Medewi)

Mi porto dall’Italia il mio mini long board 7’ 2” GoNuts Hawaii (shaped by Saulo Morales) di colore verde comprato in un surf shop appartenente ad un ragazzo brasiliano di Waikiki ben 6 anni fa e che uso esclusivamente all’estero poiché in Italia adoro usare il mio mini long 7’ 6” Corky Carroll by Robert August di colore rosso in alternativa ad un Super Fish 7’ 3” acquistato a Christchurch nel 2012 di colore azzurro.

Le giornate scorrono velocemente e vista la pigrizia della coniuge che non ha assolutamente voglia di stare sulla battigia a tentare di scattarmi qualche fotografia digitale, rimango con la speranza che qualche altra persona inaspettatamente me le possa fare…

Uno degli ultimi giorni (credo il 22.09.2013) decido di lasciare il motorino in hotel per prendere un autista al fine di farci portare a Medewi Beach, una spiaggia ad ovest da dove alloggiavamo noi (località Sanur) distante circa 60 chilometri ovvero decisamente troppo lontano da fare in scooter (alcuni giorni prima eravamo andati “a scatola chiusa” a Balian ove le onde non erano un gran che e, fra l’andata ed il ritorno, se ne era andata quasi tutta la giornata!).

Foto-nr.-9-(Cottage)

Partiamo di buon ora al mattino e con il nostro autista balinesiano giungiamo dopo un paio di errori di strada a Balian Beach, uno spot proprio di fronte all’unico cottage lì presente.

Dopo un piccolo riscaldamento, calzo la mia short, un opportuno copri capo proteggi sole – vista la mia calvizie – ed i miei immancabili calzari che, onestamente parlando, vista la presenza cospicua di rocce, non fanno mai male, soprattutto perché sono abituato ad usarli sempre anche in patria, variando lo spessore a seconda delle condizioni meteorologiche e della stagione.

Raggiungo la line up, dopo alcuni wipe out, prendo la mia prima onda e mi faccio ingolosire portandola il più avanti possibile: scelta nefasta poiché impatto in delle rocce occultate a pelo d’acqua e spacco (perdendole in mare) 2 pinne FCS con relativo danneggiamento dei rispettivi alloggi ad incasso.

Foto-nr.-12-(Medewi)

Nessun problema, appena esco dall’acqua, i ragazzi locali dei vari surf shop (praticamente dei piccoli capanni di legno adibiti a deposito) della zona si offrono (previo ovviamente il pagamento di un certo numero di rupie che ad oggi non ricordo quanto ammontassero) di riparami in tempo reale la mia tavola (circa 1 ora di attesa) e nel frattempo mi forniscono a nolo una bella e larga Rip Curl di 7 piedi per stare ancora in acqua poiché nel giro di pochissime ore si sarebbe abbassata la marea e lo spot non sarebbe stato più praticabile.

Perfetto, avverto la famiglia dell’imprevisto e mi butto nuovamente in acqua: ad un certo momento vado in solitaria in un take off di una bella onda di almeno 120-140 centimetri, la centro bene e faccio la mia cavalcata sfruttando tutta l’energia a disposizione del predetto maroso.

Foto-nr.5-(Taiwan)

Eccezionale, esco dall’acqua soddisfatto ed appagato per dirigermi a prendere la mia tavola riparata; lungo l’arenile incontro una coppia di turisti di Hong Kong i quali mi fanno i complimenti della bella surfata facendomi vedere che erano riusciti, occasionalmente, a scattarmi, con le loro macchine fotografiche professionali, un paio di foto di fine cavalcata e mi lasciano, su mia richiesta, un loro bigliettino da visita affinché gli mandi una mail per richiedergliele (ovviamente a titolo gratuito) via posta elettronica.

Cosa che faccio esattamente il giorno dopo e dopo alcune settimane, ricevo la loro risposta con in allegato i due particolari ed inediti scatti che, tuttora, conservo come “indimenticabile cimelio indonesiano”!

Racconto di Gianluca Salomoni, supervisionato da We Travel We Surf.
Le immagini presenti nel racconto sono di proprietà di Gianluca Salomoni © Copyright 2015

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